Quali possono essere i motivi per cui una fattura elettronica viene scartata?

La fattura può essere scartata dal Sistema di Interscambio in uno o più dei seguenti casi:

  • mancanza o incongruenza delle informazioni minime obbligatorie previste per legge (art. 21 ovvero 21-bis del Dpr n. 633/1972), cioè:
    • gli estremi identificativi del fornitore e del cliente;
    • il numero e la data della fattura;
    • la descrizione della natura, quantità e qualità del bene ceduto o del servizio prestato;
    • l’imponibile, l’aliquota e IVA;
  • incongruenza o inesistenza in Anagrafe Tributaria dei valori della partita IVA del fornitore (cedente/prestatore) e della partita IVA oppure del Codice Fiscale del cliente (cessionario/committente);
  • mancanza dell’indirizzo telematico a cui recapitare il file (ovvero il campo «Codice Destinatario» deve essere sempre compilato);
  • incoerenza tra i valori dell’imponibile, dell’aliquota e dell’IVA (ad esempio, se l’imponibile è 100 euro, l’aliquota è 22%, l’IVA dovrà essere di 22 euro).

 

Per tutte le fatture elettroniche inviate a privati (altri operatori Iva o consumatori finali), il SdI accetta anche file non firmati digitalmente. Nel caso in cui, però, il file della fattura elettronica sia firmato digitalmente, il SdI esegue controlli sulla validità del certificato di firma. Il SdI controlla inoltre che il file della stessa fattura elettronica non sia stato già inviato (duplicato).

Ultimo aggiornamento: Febbraio 12, 2019  

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