Quali documenti sono validi a dimostrare un’avvenuta cessione intracomunitaria?

Rappresentano valide prove dell’avvenuta cessione intraUE i seguenti documenti:

  • CMR elettronico firmato “per ricevuta” dal destinatario integrando la dichiarazione che attesti l’avvenuta ricezione delle merci;
  • informazioni trattate dal sistema informatico del vettore dalle quali risulti che la merce è giunta nello Stato membro di destinazione.

Nella risoluzione n. 19/E/2013, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il documento di trasporto elettronico è idoneo, al pari di quello cartaceo, a dimostrare l’effettiva uscita della merce dal territorio dello Stato, purché anche il medesimo contenga i dati della spedizione e le firme dei soggetti coinvolti: il cedente, il vettore e il destinatario.

Sempre secondo l’Agenzia delle Entrate, tali documenti, per essere idonei a fornire la prova della cessione intracomunitaria, devono essere “conservati congiuntamente alle fatture di vendita, alla documentazione bancaria attestante le somme riscosse in relazione alle predette cessioni, alla documentazione relativa agli impegni contrattuali assunti e agli elenchi Intrastat“, dimostrando, come ribadito dalla risoluzione n. 71/E/2014, che:

“La prova dell’avvenuto trasferimento del bene in altro Stato membro deriva da un insieme di documenti da cui si ricava, con sufficiente evidenza, che il bene è stato trasferito dallo Stato del cedente a quello dell’acquirente”.

L’Amministrazione Finanziaria ha riconosciuto che la prova del trasporto all’estero può essere fornita anche dalla lettera di vettura indicante il luogo di partenza nel territorio dello Stato e il luogo di destinazione nello Stato membro di arrivo della merce, senza la necessità di richiedere l’attestazione del cessionario dell’arrivo di questa nello Stato di destinazione.

“La prova dell’uscita delle merci dal territorio dello Stato per l’inoltro a un soggetto passivo d’imposta identificato in altro Paese comunitario potrà essere fornita, tra l’altro, dalla lettera di vettura che indichi come luogo di partenza il confine italiano e destinazione lo Stato comunitario di arrivo dei beni”, senza quindi richiedere l’attestazione del cessionario in merito all’arrivo dei beni.

Ultimo aggiornamento: Dicembre 19, 2019  

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