In cosa consiste l’eliminazione dell’esterometro?

Il processo che si delinea per l’anno 2022 con l’eliminazione dell’esterometro prevede la trasmissione a SdI dei documenti attivi e passivi dove è coinvolta una controparte estera.

 

Per quanto riguarda il ciclo attivo, la trasmissione viene effettuata utilizzando un codice destinatario uguale a “XXXXXXX”. La fattura elettronica viene ricevuta e validata da SdI, senza però essere trasmessa al cliente finale estero; la consegna della fattura rimane in capo al Cedente Prestatore, attraverso i canali “tradizionali” (es. mail o EDI). Relativamente al processo di invio, è opportuno considerare alcuni aspetti di carattere tecnico:

 

      • l’utilizzo di anagrafiche estere può comportare la presenza di caratteri speciali non supportati da SdI. Una valida soluzione è ad esempio l’applicazione di una transcodifica dei caratteri speciali prima della fase di trasmissione della fattura;

 

      • il blocco ID fiscale IVA del Cessionario Committente, comprendente i sottocampi ID paese e ID codice, deve essere valorizzato. Nello specifico, dovrà essere indicato il codice ISO code del Paese estero e il relativo codice, il quale prevede un massimo di 28 caratteri. Anche nel caso di consumatori finali esteri è necessario compilare solo il campo ID codice, non compilando quindi il campo relativo al codice fiscale. Si ricorda infine che SdI non effettua verifiche nell’anagrafe tributaria per i soggetti esteri;

 

      • il CAP del Cessionario Committente risulta valido ai fini dei controlli SdI solamente se equivale a 5 cifre, in caso contrario è possibile forzare l’inserimento a “00000” (vedi FAQ n. 63 dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata il 19 luglio 2019);

 

      • il contenuto della fattura, con particolare riferimento agli elementi obbligatori della stessa (cfr. art. 21 DPR 633/72), deve essere il medesimo tra la fattura inviata al cliente finale e la fattura elettronica inviata a SdI.

 

Relativamente al ciclo passivo, la trasmissione delle integrazioni IVA (Italia, CEE ed extra CEE) è permessa attraverso l’utilizzo dei c.d. tipi documento integrativi (TD16, 17, 18 e 19).

 

A differenza dell’esterometro, il quale prevede una trasmissione riepilogativa trimestrale, i documenti integrativi vengono inviati  puntualmente a SdI entro il 15° giorno del mese successivo a quello di ricevimento del documento comprovante l’operazione o di effettuazione dell’operazione.

 

Dal punto di vista tecnico, risulta necessario riportare i dati previsti nelle linee guida pubblicate dall’Agenzia delle Entrate il 23 novembre 2020.
Il tracciato XML richiede inoltre la compilazione obbligatoria del blocco DettaglioLinee, il quale può essere valorizzato con i valori già previsti nel castelletto IVA (DatiRiepilogo), al fine di soddisfare i controlli di quadratura applicati da SdI.

Ultimo aggiornamento: Aprile 22, 2021  

167  
Totale 1 Voti:

Tell us how can we improve this post?

+ = Verifica se umano o spam