Come gestisco una nota di variazione?

Dopo l’erogazione di un servizio o la cessione di un bene può capitare che si debba emettere una nota di variazione, per esempio se il cliente contesta la fattura perché non corrispondente all’ordine. In questo caso, la fattura relativa all’ordine è stata correttamente emessa dal Sistema di Interscambio, e il ricevente non può rifiutarla, ma può contestarla richiedendo la nota di variazione.

La nota di variazione, che presenta le stesse caratteristiche di una normale fattura, oltre a riportare data e numerazione, deve anche essere emessa con riferimento alla fattura originaria per la differenza dell’importo sbagliato, per l’abbuono o per lo sconto concesso. La nota di variazione va inoltre registrata nei Registri IVA e nel Libro Giornale seguendo le stesse modalità e tempistiche delle classiche fatture.

Non sarà più possibile, da parte del ricevente, emettere la cosiddetta “nota di debito” nei confronti del proprio fornitore, poiché non si è mai trattato di un documento di valenza fiscale e non è gestito dal Sistema di Interscambio.

 

[Per approfondire l’argomento, vedi anche “Fattura elettronica: come gestire le note di credito?”]

Ultimo aggiornamento: Gennaio 8, 2019  

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