Che relazioni ci sono con il Privacy Shield?

Nel 2016, dopo un lungo iter burocratico, Unione Europea e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo l’EU-US Privacy Shield (Scudo UE-USA per la Privacy) volto a tutelare la riservatezza dei dati dei cittadini dell’Unione Europea in caso di trasferimento dei medesimi oltreoceano per finalità commerciali.

La negoziazione di un nuovo accordo è risultata necessaria dopo l’ottobre 2015, quando la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha dichiarato invalido il Safe Harbour (Approdo Sicuro), ossia la normativa che precedentemente regolava il trasferimento di dati personali dall’Unione Europea agli USA da parte delle imprese.

Secondo la Corte di Giustizia, tale regime non assicurava una protezione adeguata ai dati personali dei cittadini europei, diversamente da quanto previsto dalle norme vigenti per gli Stati dell’Unione Europea.

L’accordo è stato siglato dalla Commissione Europea e dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti.

Il nuovo regime vincola le imprese americane a doveri precisi, al cui rispetto è subordinata la protezione dei dati personali dei cittadini europei, e rafforza i poteri di controllo del Dipartimento del Commercio USA e della Federal Trade Commission.

 

Il GDPR ha specifici requisiti riguardanti il trasferimento di dati personali all’esterno della UE. Uno di questi requisiti impone che il trasferimento non avvenga verso paesi che non hanno adottato adeguate leggi in materia di protezione dei dati. L’Unione non elenca gli USA come nazione rispondente ai requisiti “GDPR”, per tale motivo l’adozione del Privacy Shield risponde alla finalità di delineare un programma all’interno del quale le aziende partecipanti soddisfino un adeguato livello di protezione. Questo permette ad aziende stabilite in USA o aziende europee che lavorano con gli USA, di soddisfare i requisiti GDPR.

Ultimo aggiornamento: Agosto 27, 2019  

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