Pride

Per un futuro basato sull’inclusione. Perché parlare di diversità è sbagliato.

In tutto il mondo, e anche in Italia, nel mese di giugno si svolgono eventi e manifestazioni per ricordare gli accadimenti di Stonewall del 1969 che hanno nei cortei c.d. “Gay Pride”, organizzati dalle locali comunità LGBTQIA+, la rappresentazione maggiormente nota.

Cortei festosi, colorati e vivacemente animati che vogliono far sentire la propria voce e rivendicare diritti che troppo spesso, ad alcune persone, sono negati perché ritenute “sbagliate”, “pericolose” e “diverse”.

 

Ma diverse da chi? (cit.)

 

È sbagliato parlare di diversità quando ci si riferisce al modo di essere sé stessi. In questo contesto “diversità” è un termine che sottolinea distanze e non accomuna.

Anche l’esistenza di standard e politiche di diversity management -riferendosi a persone- segna la necessità di includere qualcosa o qualcuno, che non appartiene, a chi include. Così, ancora una volta, si evidenzia una distanza sociale.

Le unicità delle persone dovrebbero essere riconosciute e apprezzate senza l’intervento di politiche particolari.

Nella vita privata così come in quella professionale le singolarità di ognuno portano arricchimento culturale, umano e sociale.

Inoltre, sul posto di lavoro, è importante che chiunque possa provare benessere e serenità sentendosi libero di essere sé stesso e di esprimere il proprio Io.

Questo luogo sereno deve essere costantemente creato e mantenuto per il benessere di tutte le persone della comunità aziendale.

 

Archiva Group è attenta nel creare e mantenere un luogo sereno per il benessere di tutte le persone con cui collabora. Abbiamo a cuore la felicità dei nostri collaboratori e desideriamo che tutti si sentano sereni, a proprio agio e al sicuro, come a casa.

Il Pride Month continua, ma la sua essenza non deve interrompersi il primo di luglio.