Fattura Elettronica cause di rifiuto

Fattura Elettronica: cause di rifiuto da parte della PA

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto n.132 del 24 agosto 2020 sul rifiuto delle fatture elettroniche da parte delle PA, grazie al quale la Pubblica Amministrazione può rifiutare le fatture elettroniche inviate da autonomi, Partite IVA e Professionisti.

Nel dettaglio è stato inserito l’Articolo 2-bis dove vengono individuate cinque nuove cause per cui le PA possono rifiutare le fatture elettroniche.

Il decreto entrerà in vigore il prossimo 6 novembre 2020 e identifica i casi per cui le PA possono rifiutare le fatture elettroniche, quelli in cui non possono comunque denigrare l’accettazione e le modalità di comunicazione dell’emittente, che sia cedente o prestatore di servizio, dell’eventuale avvenuto rifiuto.

Più precisamente i documenti non possono essere accettati da parte della PA se:

  • la fattura elettronica si riferisce a una operazione che non è posta in essere in favore del soggetto destinatario della trasmissione
  • nel documento è omessa o errata l’indicazione del Codice Identificativo di Gara (Cig) o del Codice Unico di Progetto (Cup)
  • è omessa o errata l’indicazione del Codice di Repertorio
  • non sono indicati correttamente i dati relativi al Codice di Autorizzazione all’Immissione in Commercio (Aic)
  • è omessa o errata l’indicazione di numero e data della determinazione dirigenziale d’impegno di spesa per le fatture emesse nei confronti delle Regioni e degli Enti Locali

L’avvenuto rifiuto della fattura, infine, deve essere comunicato al cedente/prestatore con un documento predisposto in formato XML e deve indicare una delle cinque cause sopraindicate.

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