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Perché le persone sono il fattore principale per la Digital Disruption?

La funzione di produzione di un’azienda, secondo la teoria economica consta di due fattori: il capitale e il lavoro. Questi due, infatti, sono i mezzi necessari affinché un’azienda produca, lavori e si protragga nel tempo.

Il fattore capitale, come è facile aspettarsi, è la liquidità, che può provenire da diverse fonti: capitale proprio, finanziamenti, obbligazioni e così via. È quindi totalmente materiale e tangibile.

Il secondo fattore, quello del lavoro, è più difficile da definire e misurare, in quanto è un fattore immateriale, di cui però sono visibili i risultati. Noi ci sentiamo di dire, però, che si può riassumere in una parola: le persone.

Sono infatti le persone che costituiscono la ricchezza di un’azienda, la loro carica innovativa, la volontà di superare gli ostacoli e, non ultimo, la strategia per affrontare il mercato.

 

Ma le persone sono fondamentali in una strategia di Digital Disruption?

Abbiamo posto questa domanda a Scott Snyder, esperto riconosciuto a livello globale nel campo della digital transformation e consulente di diverse multinazionali, oltre che essere Senior Fellow presso l’Università della Pennsylvania Wharton School of Business e autore di “Goliath’s Revenge”, che ci ha spiegato l’importanza di investire nelle persone e l’ha posta come quinta regola nelle sue “Sei regole per la digital disruption”.

Guarda il video di Scott Snyder “Perché investire nelle persone?” cliccando qui.

La domanda nasce dal fatto che la digital disruption e le persone non frequentano strettamente lo stesso campo da gioco: la prima, infatti, a primo impatto riguarda solo la tecnologia, mentre le seconde sono più considerate per l’aspetto lavorativo e operativo.

Ma si possono fare alcune considerazioni:

  1. La tecnologia cambia il modo di lavorare. L’apporto di nuove soluzioni che automatizzano o rivoluzionano la quotidianità aziendale cambiano l’approccio e le attività lavorative che prima erano manuali e con l’apporto digitale diventano automatiche.
  2. C’è bisogno di talento digitale. La necessità di sfruttare le tecnologie e applicarle al lavoro richiede lo sviluppo di competenze verticali. Scott Snyder le raggruppo nelle cosiddette 3D: Design, Development e Data Science e sono le capacità che devono essere sviluppate per affrontare in maniera ottimale la digital disruption.
  3. L’innovazione si fa con la competenza. In un processo di disruption, l’applicazione del digitale non costituisce da sola fonte di innovazione. Il vero progresso avviene quando viene affiancata alla tecnologia una competenza solida e ben sviluppata. E questa competenza deriva dalle persone.
  4. L’innovazione sopravvive grazie alla disruption. L’applicazione di soluzioni disruptive è fondamentale per una costante e continua cultura dell’innovazione, in quanto le persone in azienda, grazie all’utilizzo della tecnologia, sono alleggerite delle attività time consuming e hanno quindi il modo di concentrarsi su come rendere i processi più snelli e migliori, generando così “Big I e Little I Innovation”.

Vuoi sapere come dare la giusta importanza alle tue persone?

Questo ed altri argomenti cardine nel mondo della digital transformation saranno affrontati da Scott Snyder in occasione dell’esclusivo Evento Online di Archiva dal titolo “Digital Disruption: Ruoli, Regole e Responsabilità” che si terrà mercoledì 16 settembre in collaborazione con Maxwell Consulting.

 

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