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Nuovo tracciato XML: obbligatorio dal 1° ottobre 2020

Con provvedimento direttoriale n. 99922, pubblicato venerdì 28 febbraio 2020, l’Agenzia delle Entrate ha adottato una serie di importanti novità, prima fra tutte le nuove specifiche tecniche (versione 1.6.) relative al tracciato XML che saranno da adottare entro il 1° ottobre 2020 pena lo scarto della fattura stessa. Il provvedimento modifica il precedente del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 89757 del 30 aprile 2018 (e successive modifiche).

Tra le altre novità previste dal provvedimento vi è:

  • il superamento dell’esterometro per le fatture passive estere inviando attraverso SdI i nuovi tipi-documento che identificano le relative integrazioni ed autofatture;
  • la previsione di nuovi codici relativi alle ritenute in cui potranno essere indicati anche contributi di natura previdenziale, quali Inps, Enasarco ed Enpam;
  • l’inserimento del blocco relativo ai “DatiBollo” nel tracciato della fattura elettronica semplificata;
  • più tempo per aderire, sino al 4 maggio 2020, al servizio di consultazione delle fatture emesse e ricevute mentre i consumatori finali, che abbiano effettuato l’adesione al servizio, potranno già da domenica 1° marzo consultare le fatture ricevute.

Nuovo formato XML

Secondo quanto riportato dal provvedimento direttoriale n. 99922, si precisa che a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 30 settembre 2020 il Sistema di Interscambio accetterà comunque fatture elettroniche e note di variazione predisposte sia con il nuovo schema sia con quello attualmente utilizzato nella versione 1.5.

Mentre, dal 1° ottobre 2020, il Sistema di Interscambio accetterà esclusivamente i documenti strutturati con il nuovo tracciato XML.

Esterometro

Attraverso la previsione di apposite tipologie documentali, gli operatori potranno evitare di trasmettere l’esterometro per le fatture passive estere, sia unionali che extra-UE.

Si potranno infatti inviare al Sistema di Interscambio i documenti di integrazione ovvero le autofatture predisposte e registrate per contabilizzare le operazioni transfrontaliere.

I dati delle fatture attive estere possono già oggi essere inviati con codice documento TD01 – fattura ed inserendo per il cliente estero destinatario il codice convenzionale a sette ics, evitando così l’esterometro; mentre per il ciclo passivo, dal 4 maggio 2020 sarà possibile utilizzare i codici da TD17 a TD19 per inviare le integrazioni e le autofatture per acquisti di servizi dall’estero, di beni intracomunitari nonché di beni ceduti nel territorio dello Stato da parte di soggetti non residenti ai sensi dell’articolo 17, comma 2 del D.P.R. n. 633 del 1972.

Con codice TD20 potrà anche essere trasmessa l’autofattura per regolarizzare acquisti intracomunitari quando la relativa fattura non è stata ricevuta nei termini o la stessa riporti un corrispettivo inferiore a quello effettivo.

Nuovi tipo documento

L’ampliamento delle tipologie documentali che potranno essere trasmesse al Sistema di Interscambio, unitamente al maggiore dettaglio dei codici natura, permetterà agli operatori una più efficace gestione delle informazioni fiscali all’interno dei propri sistemi gestionali, favorendo anche la predisposizione della precompilata IVA da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Tra i codici da segnalare troviamo quelli relativi alle fatture per autoconsumo o per cessioni gratuite che, attualmente vanno trasmesse con codice TD01, ma dal 4 maggio (obbligatoriamente dal 1° ottobre) dovranno essere inviate con codice TD27.

Nuovi codici natura

L’utilizzo delle nuove codifiche permetterà di rappresentare nel tracciato XML le casistiche di esenzione o non imponibilità, ad oggi non dettagliate, da utilizzate in contabilità per la successiva redazione delle dichiarazioni compresa la precompilata IVA.

L’evoluzione ha interessato:

  • il codice natura N.2. relativo alle operazioni non soggette, da distinguersi in N.2.1. per i casi da 7 a 7-septies del D.P.R. n. 633 del 1972 e N.2.2. per gli altri casi di non soggette
  • il codice N3 (operazioni non imponibili), che individua le operazioni non imponibili
  • ed il codice N6 per le inversioni contabili.

 

Secondo il provvedimento, dal 1° ottobre 2020, non potranno più essere inseriti codici generici, ma occorrerà utilizzare quelli in dettaglio che vanno da N3.1. a N3.6 individuando, ad esempio, puntualmente le operazioni non imponibili derivanti da esportazioni o da cessioni intracomunitarie o verso San Marino.

Allo stesso modo, il codice N6 (reverse charge) dovrà essere dettagliato da N6.1. a N6.9 con sottocodici legati alle tipologie di operazioni soggette a inversione contabile quali le cessioni di rottami, di telefoni cellulari, le operazioni nel settore energetico.

Servizio Consultazione fatture elettroniche

Il provvedimento n. 99922 del 28 febbraio 2020 ha ampliato il periodo transitorio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici, prevedendo la possibilità di effettuare l’adesione al servizio di consultazione fino al 4 maggio 2020.

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