L'impatto della digitalizzazione sull'organizzazione

L’impatto della digitalizzazione sull’organizzazione

Introducendo in azienda dispositivi e tecnologie disruptive come il cloud, l’AI o la realtà aumentata, è inevitabile l’impatto che queste hanno, non solo sul processo produttivo, sulla progettazione organizzativa interna ed esterna e, ovviamente, sui dipendenti.

Quando si trasforma un’azienda in una realtà smart e digitale è imprescindibile un cambiamento in dimensioni, mansioni e ruoli, oltre al fatto che gli effetti della digitalizzazione sulla value chain (catena del valore) spinge molte imprese a ripianificare le proprie strategie che si traducono sempre più spesso in business model innovativi avendo come nucleo il digitale.

Secondo il paradigma di Chandler del 1962 che enuncia: “structure follows strategy” (la struttura segue la strategia), modificando la strategia per sostenere le innovazioni nel business model, nel processo produttivo e nella gestione del personale, la struttura organizzativa è destinata a cambiare di conseguenza per poter raggiungere l’obiettivo.

I nuovi strumenti tecnologici sono un fattore chiave anche per gli aspetti organizzativi, in quanto permettono all’impresa di essere più agile e flessibile, donandogli la capacità di adattarsi ai mutamenti repentini dettati dall’innovazione. Adottare nuove tecnologie permette alle aziende di reagire alle nuove esigenze che vengono create da questa spinta innovativa.

Non esiste uno schema organizzativo fisso per tutte le realtà aziendali. La digital transformation è come un abito sartoriale, per ogni azienda c’è da prendere le misure e costruire un business model e adottare delle tecnologie che sono funzionali alla sua storia e ai suoi obiettivi. Al contrario, se si dovesse adottare uno schema organizzativo copiato da un’altra impresa o fatto senza uno studio approfondito, esso sarebbe inefficace o perfino controproducente.

[Se vuoi saperne di più sulla trasformazione digitale, leggi anche: “Che cos’è la Digital Transformation“]

Tuttavia, in modo particolare nel contesto italiano, c’è ancora una forte chiusura verso modelli organizzativi flessibili e proattivi, data l’eccessiva rigidità e riluttanza della cultura aziendale italiana, soprattutto le PMI; questo perché sono estremamente legate alle loro tradizioni e sono poco disposte a subire un restyling completo della propria struttura.

Per stare al passo con una società in costante mutamento e dove le tecnologie diventano obsolete in pochi giorni è necessario reinventarsi ogni volta che si manifesti la necessità, senza essere condizionati dalle tradizioni.

Digital Transformation: una nuova struttura aziendale

Con l’avvento della digital transformation è nata la necessità di rivedere la struttura classica delle aziende che non è più efficace nell’era digital e smart in cui siamo oggi.

Le imprese devono iniziare ad abbandonare il vecchio sistema gerarchico classico, basato su una struttura verticale dove i ruoli sono settoriali e non c’è flessibilità nelle competenze, e abbracciare nuove strutture flessibili, capaci di far nascere network collaborativi in cui chi guida non è più il singolo manager ma un team formato da specialisti di diversi dipartimenti.

Le innovazioni tecnologiche, unite ad un cambio di mindset, sono la spinta che porta le imprese a passare da una struttura verticale ad una orizzontale, ovvero acquisire agilità. Nuove tecnologie, piattaforme, e nuovi modi di lavorare, come lo smart working, impattano enormemente sulle attività di decision making e sulla cultura aziendale e, di conseguenza, sulla gestione di tutte le attività interne.

Le imprese, però, sono ancora abituate ad un’organizzazione classica, ovvero ad una di tipo piramidale e gerarchica dove solo i top manager prendono decisioni e impongono attività ai propri dipendenti.

Si dovrebbe, invece, lasciare che le idee siano sviluppate dal basso verso l’alto (bottom up) e coordinarle con un approccio dall’alto (top-down) per l’approvazione e il supporto.

Digital Transformation: la flessibità del team

Il concetto di flessibilità nasce con l’avvento dell’Industry 4.0. La prima forma di flessibilità che si forma all’interno delle aziende è quella legata alle mansioni: il ruolo di un dipendente non è più vincolato alla propria mansione, ma, sulla base delle sue competenze, può essere coinvolto in diverse attività, trasformando i routine tasks in empowered roles (cioè da compiti ripetitivi a ruoli di responsabilità).

La nuova unità base dell’organizzazione non deve più essere rappresentata dal singolo lavoratore ma bensì dal team.

Nei team, ognuno deve svolgere le attività che gli spettano nell’ottica del ruolo che ha all’interno dell’organizzazione tenendo però presente la relazione che ha con gli altri membri del gruppo di lavoro; ci deve essere un equilibrio tra individualità dei compiti e collettività delle relazioni.

I ruoli all’interno del team non sono fissi come le tradizionali mansioni operative e questo è quello che rende flessibile l’organizzazione.

Sono team ibridi, formati sulla base delle competenze e skills dei singoli componenti, sono creati ad hoc in base alle esigenze del momento, del progetto o dell’obiettivo da raggiungere.

Vuoi migliorare i tuoi processi aziendali?

Archiva offre un servizio su misura per le esigenze della tua azienda, grazie al quale potrai ottimizzare i tuoi progressi.

[Scopri di più alla pagina dedicata]

Potrebbe interessarti anche: