l'accordo di call-off-stock

Cessioni Intracomunitarie: l’accordo di call-off-stock

L’accordo di “call-off-stock”, conosciuto in Italia come “consigmant stock”, consiste nel trasferimento della merce da parte del fornitore presso un luogo di stoccaggio a disposizione di un cessionario, la cui identità è nota sin dall’origine, che però non ne diventa proprietario all’atto ma solo al momento dell’estrazione dal deposito.

Il cedente quindi rimane proprietario dei beni fino al momento del prelievo da parte del cessionario in base alla propria necessità, di conseguenza il trasferimento di proprietà sulla merce al cessionario avviene limitatamente al quantitativo prelevato e non a tutto lo stock.

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La direttiva stabilisce che:

  • il cessionario deve essere identificato ai fini IVA nello Stato membro di arrivo dei beni;
  • il soggetto cedente deve istituire un apposito registro nel quale annotare l’identità del soggetto cessionario, nonché comunicare l’operazione nell’apposita sezione degli elenchi Intrastat.

In aggiunta, è stabilito che, qualora le merci movimentate nello Stato membro dell’acquirente, non siano cedute a tale soggetto a cui erano destinate entro 12 mesi dall’arrivo, si presume che il passaggio della proprietà avvenga il giorno successivo alla scadenza di questo periodo.

Gli Stati comunitari che considerano questo accordo come un’operazione intracomunitaria la considerano realizzata al momento del prelievo della merce dal deposito. Il processo è il seguente:

  • un’unica cessione nello Stato membro del fornitore;
  • un acquisto intracomunitario in un altro stato membro in cui è situato il deposito;
  • le operazioni si realizzano contestualmente all’atto del prelievo da parte del cessionario.

Con altri Stati membri invece, esistono delle difficoltà quando cedente e cessionario non appartengono allo stesso stato, in quanto richiedono ai fornitori non residenti di aprire una partita IVA al loro interno; per cui il processo è il seguente:

  • il fornitore effettua una cessione intraUE assimilata nel proprio Stato;
  • la ricezione della merce dà luogo ad un acquisto intraUE da parte del fornitore;
  • il fornitore ha l’obbligo di identificarsi nello Stato membro di destinazione.

Per ovviare alle difformità tra le normative dei vari Stati, come precedentemente mostrato, dal 1° gennaio 2020 entreranno in vigore nuove regole, simili a quelle italiane; ovvero che il regime di call-off-stock generi un’unica cessione nello Stato membro del cedente e ad un solo acquisto intracomunitario nello Stato membro dove è situato il deposito contenente lo stock. In questo modo non sarà più indispensabile per i fornitori doversi identificare e aprire altre partite IVA negli Stati in cui era richiesto.

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