le normative in vigore dal 1 gennaio 2020

Cessioni Intracomunitarie: le normative in vigore dal 1 gennaio 2020

L’articolo 41, comma 1, D.L. 331/1993, relativo alle operazioni intraUE, dispone che le cessioni intracomunitarie sono operazioni non imponibili IVA poiché alle stesse si applica il regime di “tassazione a destino” nel Paese dello Stato UE di destinazione dei beni.

Affinché si possa avere la detassazione dell’operazione è necessario che:

  • entrambi i soggetti coinvolti nell’operazione siano soggetti passivi IVA;
  • l’operazione sia a titolo oneroso e ci sia un trasferimento della proprietà dei beni dal cedente al cessionario;
  • vi sia un’effettiva movimentazione fisica della merce dal territorio dello Stato del fornitore a quello dell’acquirente in un altro Stato comunitario.

A proposito dell’effettivo trasferimento delle merci, la Direttiva 2006/112/CE e la giurisprudenza comunitaria hanno lasciato al legislatore nazionale l’onere di disciplinare quali dovessero essere valide le prove documentali da esibire per dimostrare l’effettiva movimentazione fisica dei beni in un altro Stato comunitari; mentre la normativa italiana non contiene una specifica previsione in merito.

A tal proposito, dal 1° gennaio 2020 si applicherà il nuovo Regolamento di esecuzione UE 2018/1912 in tutti gli Stati membri, introducendo nel Regolamento UE 282/2011 l’articolo 45-bis, relativamente al regime di esenzione connesso alle operazioni intraUE.

Il nuovo articolo 45-bis, inerente all’esenzione dell’IVA per le cessioni intraUE, stabilisce quali debbano essere le prove documentali attraverso le quali si potrà presumere che le merci siano trasportate o spedite da uno Stato membro verso un altro Stato dell’Unione Europea, distinguendo il caso in cui il trasporto venga effettuato direttamente dal cedente o da un terzo per suo conto, dal caso in cui sia eseguito dall’acquirente o da un terzo per suo conto.

Specificatamente al paragrafo 3 dell’articolo 45-bis vengono previsti due distinti gruppi di prove della movimentazione della merce accettati:

  • Elementi di prova contenuti sotto la lettera a):
    • lettera CMR riportante la firma del trasportatore;
    • polizza di carico;
    • fattura di trasporto aereo;
    • fattura emessa dallo spedizioniere.
  • Elementi di prova sotto la lettera b):
    • polizza assicurativa relativa alla movimentazione della merce o i documenti bancari attestanti l’avvenuto pagamento di questa;
    • documenti ufficiali rilasciati da una pubblica autorità attestanti l’arrivo della merce a destinazione;
    • ricevuta rilasciata da un depositario nello Stato membro di destinazione che confermi l’avvenuto deposito della merce.

In base a chi è il soggetto trasportatore della merce, vengono richieste prove diverse, ovvero a seconda che:

  • la merce sia movimentata dal cedente o da un terzo per suo conto;
  • la merce sia movimentata dal cessionario o da un terzo per suo conto.

In particolare, nel caso in cui la merce sia stata movimentata dal cedente (o chi per suo conto), al fine di provare l’effettivo trasferimento fisico, egli deve essere in possesso di:

  • almeno due elementi di prova del gruppo a) rilasciati da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra;

oppure, in alternativa:

  • una qualsiasi degli elementi di prova del gruppo a) in combinazione con uno qualsiasi degli elementi del gruppo b) che attestino la movimentazione, rilasciati anch’essi da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra.

Nel caso in cui la merce sia stata movimentata dal cessionario o da un soggetto terzo per suo conto è necessario che prima rilasci una dichiarazione con la quale certifichi che la merce sia giunta a destinazione.

Tale dichiarazione deve riportare:

  • data di rilascio;
  • data e luogo di arrivo;
  • nome e indirizzo del cessionario;
  • quantità e natura della merce;
  • nel caso di cessione di mezzi di trasporto, il numero di identificazione del mezzo;
  • dati di colui che accetta la merce per conto del cessionario (se presente).

Questa dichiarazione, che deve essere fornita al venditore entro 15 giorni del mese successivo alla cessione, costituisce un elemento di prova necessario ma non sufficiente.

Il cedente dovrà essere il possesso, oltre alla dichiarazione appena descritta, anche di:

  • almeno due degli elementi di prova del gruppo a), rilasciata da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra; 

oppure:

  • uno qualsiasi dei singoli elementi del gruppo a) in combinazione con uno qualsiasi del gruppo b) che confermano l’avvenuta movimentazione, rilasciati da due parti indipendenti l’una dall’altra.

Dal 1° gennaio 2020 entrerà in vigore anche l’obbligo di iscrizione al VIES per la controparte. La direttiva 2018/1910/UE del 4 dicembre 2018, i cui effetti decorrono dal 1° gennaio 2020, stabilisce che l’iscrizione del soggetto passivo sul VIES diventi requisito sostanziale, anziché formale, per la non imponibilità dell’IVA.

Si esemplifica inoltre che “l’inserimento dell’elenco VIES è essenziale per informare lo Stato membro di arrivo della presenza dei beni nel suo territorio ed è pertanto un elemento chiave nella lotta contro la frode nell’Unione. Per questo motivo gli stati membri dovrebbero garantire che, qualora il cedente non rispetti i suoi obblighi di inserimento nell’elenco VIES, l’esenzione non si applichi, salvo quando il cedente agisce in buona fede”.

L’adempimento di tale obbligo è necessario per non incorrere in infrazioni sostanziali a decorrere dal 1° gennaio 2020.

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