Riserve Garante Privacy Decreto Fiscale

Fattura Elettronica e Decreto Fiscale 2020: le riserve del Garante Privacy

Il Garante per la Privacy, Antonello Soro, nella sua memoria sulla conversione del decreto-legge n.124, ha giudicato sproporzionata l’archiviazione dei dati dei file XML provenienti dalle fatture elettroniche prevista dal Decreto Fiscale 2020.

Soro ha denunciato i rischi derivanti dalla memorizzazione integrale dei file delle fatture elettroniche: bisogna garantire le opportune misure di sicurezza per scongiurare i rischi derivanti da possibili attacchi informatici.

L’attenzione del Presidente dell’Autorità Garante si è spostata anche sulla memorizzazione stessa dei dati: è stata ritenuta sproporzionata rispetto alle esigenze perseguite. La misura prevista richiede infatti la memorizzazione dei file per un periodo di tempo di otto anni dalla dichiarazione di riferimento o alla conclusione di eventuali giudizi.

Questa misura è finalizzata alla riduzione dell’evasione rendendo più agevoli i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. Tuttavia, nel caso del file XML la descrizione dell’operazione oggetto di fattura è un campo libero di testo, il che rende impossibile il controllo automatizzato delle attività, rendendo così necessario un controllo puntuale da parte delle Entrate.

Il Garante ha inoltre evidenziato che “i significativi dati personali di dettaglio, sopra esemplificati, relativi alla natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi fatturati”, possono presentare seri rischi per gli interessati qualora archiviati per la totalità delle dichiarazioni.

Una così consistente quantità di dati potrebbe prestarsi ad usi impropri e a rischi di attacchi informatici da parte di hacker.

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