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Cessioni intracomunitarie: i documenti per la non imponibilità

L’espansione delle aziende in Europa è spesso un punto centrale per poter incontrare i propri bisogni di business e di crescita. Tuttavia, oltre ad una strategia efficace è necessaria anche una compliance normativa e fiscale, sia verso il regolamento nazionale che verso quello europeo.

La questione della prova delle cessioni intracomunitarie è un argomento centrale da questo punto di vista, in quanto le merci, per non essere imponibili, necessitano la prova del trasporto verso un altro Stato membro.

Come spiegato nell’articolo a cura del Prof. Avv. Benedetto Santacroce pubblicato su “Il Sole 24 Ore” del 26 agosto 2019, il 1° gennaio 2020 il Regolamento UE 1912/18 entrerà in vigore e con la sua entrata saranno individuati i documenti da cui si può presumere che i beni siano stati spediti o trasportati dal territorio di uno Stato membro ad un altro Stato membro.

Questa introduzione è di fondamentale importanza per l’armonizzazione della normativa, in quanto, fino ad ora, la prova della non imponibilità in capo al fornitore per le cessioni intracomunitarie non era determinata per legge, e quindi ogni Stato membro ha manifestato un proprio orientamento.

Nel regolamento UE 1912/18, il legislatore unionale è intervenuto fornendo un elenco di documenti che sono considerati validi come prova dell’avvenuta cessione intracomunitaria, ovvero atti a dimostrare che i beni sono stati spediti o trasportati dallo Stato membro di origine a quello di destinazione.

Sul territorio nazionale, l’Agenzia delle Entrate, con la Risposta 100/2019, ha pienamente riconosciuto le indicazioni fornite dal Regolamento Europeo sopracitato.

Nello specifico, si considerata provata la cessione intracomunitaria:

Se il venditore certifica:

  • che i beni sono stati spediti o trasportati da lui o da un terzo per suo conto ed è in possesso di almeno due dei seguenti documenti, non contraddittori, relativi al trasporto o alla spedizione dei beni:
    • documento o lettera CMR riportante la firma;
    • polizza di carico;
    • fattura di trasporto aereo;
    • fattura emessa dallo spedizioniere;
    • rilasciati da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra, dal venditore e dall’acquirente.

 

Oppure

  • che è in possesso di uno qualsiasi dei predetti singoli elementi in combinazione con uno dei seguenti:
    • polizza assicurativa relativa alla spedizione o al trasporto dei beni o i documenti bancari attestanti il pagamento per la spedizione o il trasporto dei beni;
    • documenti ufficiali rilasciati da una pubblica autorità (es. notaio) che confermano l’arrivo dei beni nello Stato UE di destinazione;
    • ricevuta rilasciata da un depositario nello Stato UE di destinazione che confermi il deposito dei beni in tale Stato;

 

rilasciati da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra, dal venditore e dall’acquirente.

 

Se il venditore è in possesso:

  • di una dichiarazione scritta dall’acquirente che certifica che i beni sono stati trasportati o spediti dall’acquirente, o da un terzo per conto dello stesso acquirente, e che identifica lo Stato membro di destinazione dei beni. Tale dichiarazione scritta indica:
    • la data di rilascio;
    • il nome e l’indirizzo dell’acquirente;
    • la quantità e la natura dei beni;
    • la data e il luogo di arrivo dei beni;
    • nel caso di cessione di mezzi di trasporto, il numero di identificazione del mezzo di trasporto;
    • nonché l’identificazione della persona che accetta i beni per conto dell’acquirente;

 

E

  • almeno due degli elementi di prova non contraddittori, quali:
    • documento o lettera CMR riportante la firma;
    • polizza di carico;
    • fattura di trasporto aereo;
    • fattura emessa dallo spedizioniere;

 

rilasciati da due diverse parti e che siano indipendenti l’una dall’altra, dal venditore e dall’acquirente, o uno qualsiasi dei suddetti elementi in combinazione con la polizza assicurativa relativa alla spedizione; o con un documento ufficiale rilasciato da una pubblica autorità; o ancora con la ricevuta di un depositario nello Stato UE di destinazione; quali elementi di prova non contraddittori, rilasciati da due parti indipendenti l’una dall’altra, dal venditore e dall’acquirente.

Il tema della prova delle cessioni intracomunitarie si presenta come centrale e attuale, sia in termini di compliance normativa che in termini di opportunità commerciali con gli altri Stati membri e deve essere scrupolosamente controllato dalle imprese.

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