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Esterometro: tutte le informazioni sull’adempimento

Dopo l’entrata in vigore della fattura elettronica all’inizio del 2019, i soggetti passivi stabiliti in Italia hanno un nuovo adempimento al quale fare fronte: l’esterometro.

L’esterometro – o spesometro transfrontaliero – deve essere trasmesso dai soggetti passivi IVA italiani e contiene i dati delle operazioni effettuate con i soggetti esteri, sia comunitari che extracomunitari, esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica.

La trasmissione dei dati – in linea generale – sarà facoltativa per i soggetti che emettono una bolletta doganale (per le importazioni) e per le operazioni per le quali sono emesse o ricevute fatture elettroniche passanti per il Sistema di Interscambio, da propri fornitori o a propri clienti che siano soggetti non residenti o non stabiliti in Italia o comunque non residenti ma identificati in Italia.

Obbligo di comunicazione esterometro

L’adempimento che riguarda l’esterometro – misura che entra in sostituzione dello spesometro – trova la sua ratio nell’esigenza di certificazione delle operazioni con controparti non residenti. Le operazioni che sono intercorse con soggetti residenti non ricadono in quest’obbligo in quanto vengono già certificate mediante fattura elettronica.

La comunicazione tramite esterometro deve avvenire con cadenza mensile.

Un soggetto estero può tuttavia identificarsi in Italia, in maniera diretta o nominando un rappresentante fiscale. In merito a questo aspetto, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che per le operazioni effettuate nei confronti di soggetti non residenti ma identificati in Italia da un soggetto passivo IVA nazionale, sono disponibili due possibilità:

  • emissione di una fattura “tradizionale” e successivo inserimento nell’esterometro
  • emissione – facoltativa – di una fattura elettronica inserendo il valore “0000000” nel campo Codice destinatario, evitando così la comunicazione mensile

In generale, l’operazione effettuata nei confronti di un soggetto non residente – che sia identificato tramite rappresentante fiscale – non confluisce nell’obbligo di fattura elettronica.

Entrata in vigore dell’esterometro

La prima scadenza dell’esterometro è stata prorogata al 30 aprile 2019.

Nella comunicazione entreranno in particolare:

  • fatture ricevute da soggetti esteri non stabiliti
  • fatture emesse verso soggetti esteri non stabiliti
  • fatture emesse verso soggetti comunitari non stabiliti ma identificati IVA in Italia, per i quali però non è stata emessa fattura elettronica
  • fatture emesse per servizi generici verso soggetti extracomunitari, per i quali non è stata emessa la fattura elettronica e non c’è una bolletta doganale
  • autofatture per servizi ricevuti da soggetti extracomunitari
  • autofatture per acquisti di beni provenienti da magazzini italiani di fornitori extra UE

Occorre inoltre indicare l’acquisto di merce che si trova in Italia con fattura ricevuta:

  • da fornitore comunitario
  • da fornitore extracomunitario (autofattura)

Come sopra citato, è possibile non comunicare l’operazione nell’esterometro nell’ipotesi in cui venga emessa fattura elettronica con indicazione “0000000” all’interno del campo Codice Destinatario.

Dati da comunicare nell’esterometro

Le informazioni da trasmettere nell’esterometro sono le seguenti:

  • dati identificativi del cedente/prestatore
  • dati identificativi del cessionario/committente
  • data del documento comprovante l’operazione
  • data di registrazione
  • numero del documento
  • base imponibile
  • aliquota IVA applicata
  • nel caso di non applicazione dell’imposta, la tipologia dell’operazione

Come dovrà avvenire la comunicazione dell’esterometro

La comunicazione dell’esterometro dovrà avvenire tramite un file in formato XML, e affinché sia accettato dall’Agenzia delle Entrate, dovrà essere apposta una firma elettronica o, in alternativa e solo in caso di invio del documento mediante l’interfaccia “Fatture e Corrispettivi”, è necessario il sigillo elettronico dell’Agenzia delle Entrate.

La trasmissione telematica del file deve essere effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data di emissione del documento inserito, ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione.

Sanzioni in caso di omissione dell’esterometro

In caso di omissione o errata trasmissione del documento, la sanzione amministrativa prevista è di €2 per ogni fattura, entro un massimo di €1,000 per trimestre.

La sanzione si riduce della metà, entro il limite di €500, se la trasmissione del file XML o la correzione dei dati errati avviene nei 15 giorni successivi alla scadenza.

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