Imposta di bollo su fattura elettronica prossime scadenze

17 Apr Imposta di bollo sulla Fattura Elettronica: prossime scadenze

L’articolo pubblicato sul numero di oggi, 17 aprile 2019, de Il Sole 24 Ore, firmato dal Prof. Santacroce e dall’Avv. Mastromatteo dello Studio Legale Tributario Santacroce & Associati pone l’accento su diversi aspetti che riguardano l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche e le modalità per il corretto adempimento della stessa.

Le scadenze del versamento dell’imposta di bollo

Il primo termine per il pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche trasmesse attraverso il Sistema di Interscambio – comprese quelle dirette verso la PA – scade il prossimo 23 aprile.

L’11 aprile scorso l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile un servizio che consente al contribuente di verificare il calcolo dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche e il pagamento della stessa sul portale dedicato a “Fatture e Corrispettivi” nel sito, in accordo a quanto previsto dal decreto MEF del 28 dicembre 2018.

Questo decreto ha stabilito che il pagamento dell’imposta di bollo relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare debba essere effettuato entro il giorno 20 del mese successivo alla chiusura del trimestre.

Nella fattispecie, per le fatture elettroniche emesse nel trimestre 2019 appena trascorso, l’adempimento dovrà essere assolto entro il 23 aprile, in quanto primo giorno utile dopo la scadenza naturale del 20 aprile, il quale cade in una sequenza di giorni non lavorativi.

Con riguardo a questi documenti, l’Agenzia delle Entrate consente – attraverso il suo portale – di visualizzare il numero di documenti trasmessi attraverso il Sistema di Interscambio, rendendo noto l’ammontare complessivo dell’imposta dovuta.

Per atti, documenti e registri emessi durante l’anno in formato elettronico resta invariata la scadenza entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, entro la quale dovrà essere assolto il pagamento in un’unica soluzione. Nel caso di quest’anno, la scadenza – riferita ai documenti elettronici utilizzati nel 2018, ivi comprese fatture elettroniche assoggettate a bollo ed emesse nell’anno 2018 – sarà quindi il 30 aprile 2019.

Modalità di pagamento dell’imposta di bollo

Il pagamento dell’imposta può essere effettuato in due modalità:

  • Mediante il servizio online dell’Agenzia delle Entrate, con addebito sul proprio conto corrente bancario o postale
  • Mediante il modello F24 già precompilato e indicando i codici tributo istituiti dalla risoluzione 42/E/19:
    • 2521 per il primo trimestre
    • 2522 per il secondo trimestre
    • 2523 per il terzo trimestre
    • 2524 per il quarto trimestre
    • 2525 in caso di sanzioni per omesso o ritardato pagamento
    • 2526 per il pagamento di eventuali interessi per ritardato pagamento

 

Tali codici devono essere esposti nella sezione “Erario” con indicazione dell’anno di riferimento del versamento nel campo “anno di riferimento” nel formato “AAAA” ed in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”.

Il servizio consente – in caso di necessità – la modifica del numero di fatture per le quali è necessario l’assolvimento dell’imposta, con successiva modifica dell’ammontare complessivo dovuto.

Il calcolo dell’imposta dovuta è effettuato tramite conteggio che viene effettuato sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate.

L’imposta di bollo è dovuta anche per le fatture non soggette a IVA di importo superiore a € 77,47.

Possibili criticità nell’adempimento dell’imposta di bollo

Il sistema dovrebbe calcolare in maniera automatica l’importo dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.

Tuttavia, potrebbero verificarsi dei casi di disallineamento, in eccesso o in difetto. Questi errori di calcolo potrebbero avere diversa natura:

  • Il sistema calcola l’imposta dovuta sulla base delle fatture transitate dal SdI; a tale proposito però rileva per l’emissione la data indicata nel tracciato xml, non valutando il momento di trasmissione e di ricezione da parte del Sistema di Interscambio.
    Il contribuente potrebbe quindi trovarsi a versare un’imposta di bollo maggiore di quella indicata dal servizio.
  • L’errore potrebbe nascere dal contribuente non indicante i corretti codici natura corrispondenti ad eventuali titoli di esenzione dell’IVA.
    In questo caso il sistema non calcolerebbe il bollo dovuto a causa di una mancanza di indicazione nel tracciato xml dell’assoggettamento a tale imposta

 

I valori esposti devono quindi essere opportunamente verificati per evitare disallineamenti con i sistemi contabili aziendali, per liquidare correttamente l’imposta di bollo.

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