04 Apr Come cambia il ruolo del CFO nell’era digitale?

Dopo l’avvento della fattura elettronica obbligatoria, l’area del CFO è certamente fra quelle che sta vivendo l’evoluzione più profonda. La rivoluzione digitale di massa è stata imposta come obbligo normativo prima ancora che diffondersi come buona pratica, ma certamente le sorprese non sono finite qui. Aumentano le responsabilità, sono disponibili nuovi tool, cambiano le modalità d’uso rispetto quelli tradizionali. È quindi necessario un suo diverso ruolo all’interno dei processi aziendali.

[Per approfondire, leggi anche “La Guida di Archiva alla Fatturazione Elettronica”]

Il CFO stesso, dopo ma soprattutto durante la recente crisi finanziaria, è diventato e sempre più diventerà una delle figure cardine delle organizzazioni aziendali, grazie alla sua innata capacità di ricomporre gli economics e renderli coerenti con gli aspetti finanziari così tanto critici in questi difficili anni.

Proprio in questa posizione altolocata il suo ruolo non è più solo quello di garantire un dato economico e finanziario preciso ed impeccabile dal punto di vista contabile e normativo, ma anche quello di essere promotore della strategia aziendale e del business e che sempre più ruota attorno ai numeri, alle previsioni, ai vincoli, al cash flow, etc. Più il CFO si avvicina ai temi strategici e più deve preoccuparsi di fornire informazioni e strumenti adeguati.

Dai Big data agli Analytics, dalla Blockchain agli Smart Contract, recentemente normati dall’Italia per prima tra gli stati membri dell’Unione Europea, è necessario che l’area AFC diventi guida del cambiamento digitale prima di diventarne vittima e non essere travolta dalle informazioni sempre più numerose, sia come numero che come qualità. Non si può decidere di restarne fuori, ma si tratta di capire. Si tratta di “riconfigurarsi per non essere riconfigurati“.

È opportuno soprattutto affrancarsi da visioni troppo centrate sulla finanza e sulla performance a breve termine, dove la creazione del valore economico per gli azionisti è al centro di tutte le attenzioni. Bisogna riscoprire alla radice le cause che generano il valore per i clienti e non le conseguenze di questo che si riflettono sul flusso di cassa. Se si mette il flusso di cassa al centro di tutto si rischia di invertire il rapporto causa-effetto rispetto alla creazione di valore per il cliente.

In questo senso la fattura elettronica, resa obbligatoria dai recenti provvedimenti di legge, diventa un fantastico strumento per ripensare il processo amministrativo in un’ottica di maggiore integrazione con i clienti e i fornitori strategici, anche se tutti i clienti possono essere definiti tali per definizione.

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Per quanto riguarda le fatture elettroniche di vendita, tante aziende stanno segnalando che una volta avviata la procedura obbligatoria di trasmissione sono i clienti stessi che richiedono sempre maggiori dati strutturati all’interno del tracciato, il tutto finalizzato ad una maggiore integrazione dei processi e ad una più immediata registrazione delle fatture all’interno dei sistemi aziendali.

Analogo discorso potrebbe essere fatto per le fatture elettroniche di acquisto dove gli uffici, una volta che si sono abituati a lavorare con i documenti elettronici e sono usciti dal circolo vizioso stampa-scansione, desiderano che anche le poche fatture rimaste analogiche, come quelle che provengono da fornitori esteri o quelle del regime dei minimi, diventino esse stesse documenti digitalizzati per essere gestite all’interno degli stessi sistemi.