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Lo sai cosa devi fare quando il Sistema di Interscambio scarta una fattura?

Quando il Sistema di Interscambio scarta una fattura, la tua azienda (o l’intermediario) dovrà essere in grado di intraprendere tutte le azioni correttive necessarie a correggere l’errore e ad emettere l’eventuale nuova fattura, in quanto una fattura che viene scartata non ha alcun valore fiscale e quindi non viene considerata emessa.

Una volta che avrai ricevuto una notifica di scarto dal Sistema di Interscambio (che a sua volta sarà un XML), avrai tempo fino a 5 giorni (di calendario) per emettere una nuova fattura. A seconda del tipo di errore o del sistema gestionale, dovrai identificare chi e come potrà correggere l’anomalia.

La tua azienda, con l’eventuale aiuto dell’intermediario, dovrà quindi prevedere, se non l’ha già fatto, un processo per una gestione efficace delle ricevute di scarto, in modo da reagire tempestivamente a quanto segnalato, indirizzando ai reparti competenti le segnalazioni (errori di anagrafica, di sintassi, di firma, ecc.).

L’intermediario può inoltre prevedere la replica dei controlli effettuati dal Sistema di Interscambio per poter anticipare eventuali problematiche e ridurre i tempi di attesa introdotti dal Sistema stesso.

È bene ricordare che una fattura, pur correttamente inviata, può essere scartata dal Sistema di Interscambio a seguito di errori emersi durante i controlli formali che il SdI effettua. Questi errori sono stati definiti nelle specifiche tecniche allegate al Provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018 dell’Agenzia delle Entrate.

[Leggi anche “Quali possono essere i motivi per cui una fattura elettronica viene scartata?”]

È possibile trovare ulteriori chiarimenti in merito a termini, istruzioni e modalità di invio della fattura elettronica in caso di scarto all’interno della circolare n. 13/E del 2 luglio 2018 da parte dell’Agenzia delle Entrate. [ Leggi la circolare n. 13/E del 2 luglio 2018 ]

In merito alle modalità di emissione di una fattura elettronica scartata, la circolare chiarisce che è preferibile sia indicata la stessa data e numero del documento originario.

Qualora l’emissione del documento con medesimo numero e data non sia possibile è possibile in alternativa:

  • emettere una fattura con nuovo numero e data (coerenti con gli ulteriori documenti emessi nel tempo trascorso dal primo inoltro tramite SdI), per la quale risulti un collegamento alla precedente fattura scartata da Sdi e successivamente stornata con variazione contabile interna così da rendere comunque evidente la tempestività della fattura stessa rispetto all’operazione che documenta;
  • emettere una fattura come sopra, ma ricorrendo ad una specifica numerazione che, nel rispetto della sua progressività, faccia emergere che si tratta di un documento rettificativo del precedente, variamente viziato e scartato dal SdI.

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