L’integrità della fattura elettronica

Ci sono disposizioni considerate misteri della norma tributaria, che non sono conosciute o che forse sono volontariamente non applicate. Questo è quello che succede, ad esempio, all’integrità della fattura, ossia all’integrità del suo contenuto.

Parliamo dell’art. 21, 3° comma del DPR 633/72: questa norma, che definisce alcune prime importanti caratteristiche della fattura elettronica, è entrata in vigore il 1° gennaio del 2013 e non la applica nessuno. Perché? Il tema di fondo è che l’integrità della fattura, pur essendo un requisito imposto per la fattura elettronica, è un mistero da un certo punto di vista.

La garanzia dell’integrità del contenuto della fattura, analogamente all’autenticità dell’origine, è obbligatoria sia per il fornitore che per l’acquirente. A condizione che sia garantita l’invariabilità del contenuto obbligatorio della fattura, il relativo formato può essere convertito in altri formati (es: da word a XML) attraverso specifiche tecnologie, al fine di adattarli al proprio sistema informatico.

Nel Provvedimento del 30 aprile 2018 l’Agenzia delle Entrate ha poi specificato che “la fattura elettronica è un file in formato XML non contenente macroistruzioni o codici eseguibili tali da attivare funzionalità che possano modificare gli atti, i fatti o i dati nello stesso rappresentati“.

Garantire l’integrità della fattura significa che il contenuto della fattura deve trovare una sua sostanza nelle operazioni che avvengono all’interno di un’impresa.

Quindi se, per esempio, si compra un determinato bene, a fronte di questo bene bisogna avere l’ordine, l’entrata merci, il pagamento, il benestare, cioè tutti quegli elementi che danno prova di integrità al contenuto della fattura.

A questo punto l’integrità della fattura, che deve essere garantita dal momento dell’emissione al momento della ricezione, diventa anche utile per la detrazione IVA e per poter dimostrare ai terzi l’avvenuta operazione e il contenuto effettivo di quell’operazione. Quindi bisogna monitorare il ciclo attivo e il ciclo passivo proprio per ottenere l’integrità della fattura.

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