11 Apr Risoluzione 46/E/2017 – Produzione e conservazione elettronica dei documenti informatici rilevanti ai fini tributari

Con la Risoluzione 46/E/2017 del 10 aprile 2017, l’Agenzia delle Entrate chiarisce la corretta procedura di produzione e conservazione dei documenti in modalità informatizzata, in particolare rispetto a 4 punti fondamentali:

Conservazione digitale delle fatture di acquisto pervenute telematicamente:

Nell’ambito di un processo di conservazione digitale, non è più necessario stampare le fatture pervenute telematicamente in formato elettronico (es. fatture in formato PDF ricevute via mail), anche se le stesse non sono “fatture elettroniche” così come definite dall’art.21 del DPR 633/72.

A tal riguardo, la risoluzione 46/E riporta testualmente che “posto che il documento di cui si discute, ricevuto in formato elettronico, è da ritenersi comunque “informatico” – sia nell’ipotesi in cui il documento “digitale” cui fa riferimento l’istante sia una “fattura elettronica” sin dall’origine, sia nel caso si tratti di un documento creato e/o inviato con strumenti elettronici (ma non anche “fattura elettronica”) – non sarà necessario procedere alla sua stampa”.

Protocollazione IVA delle fatture di acquisto tramite il protocollo di entrate

Con riferimento alla protocollazione IVA delle fatture di acquisto, la risoluzione 46/E richiama la risoluzione del Ministero delle Finanze n.153 del 10 ottobre 2000, che aveva ammesso la possibilità di gestire anche in modalità elettronica il suddetto processo, prevedendo una procedura in cui il numero di protocollo apposto sulle fatture alla ricezione, che può anche non coincidere con il numero progressivo IVA di registrazione (quello attribuito automaticamente dal sistema contabile), purché venga istituito un registro del protocollo di arrivo in cui registrare il numero di protocollo di arrivo da riportare, oltre che sulle singole fatture, anche nel registro IVA acquisto.

Tuttavia, è necessario tenere in mente due questioni:

  • il numero di protocollo ed il numero progressivo IVA di registrazione devono essere entrambi annotati sia nel registro del protocollo di arrivo sia nel registro IVA;
  • il registro del protocollo di arrivo deve essere tenuto e conservato secondo le disposizioni di cui all’art.39 del DPR 633/72, e quindi conservato su carta oppure in digitale secondo le disposizioni di cui al DMEF 17 giugno 2014.

 

Termine di conservazione con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare

In risoluzione al problema di quale dovesse essere il termine di conservazione delle fatture elettroniche e dei registri IVA dell’anno 2016, l’Agenzia delle Entrate ha individuato quale unico termine di conservazione dicembre 2017, ed infatti viene riportato che “A tal riguardo, si ricorda che, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del D.M. 17.06.14 (che rinvia all’articolo 7, comma 4-ter, del D.L. n. 357/1994) la conservazione dei documenti informatici, ai fini della rilevanza fiscale, deve essere eseguita entro il terzo mese successivo al termine di presentazione delle dichiarazioni annuali, da intendersi, in un ottica di semplificazione e uniformità del sistema, con il termine di presentazione delle dichiarazioni dei redditi”.

 

Termine di conservazione con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare

Nei casi in cui il periodo d’imposta non sia coincidente con l’anno solare, il termine di conservazione dei documenti rilevanti ai fini IVA dovrà essere eseguito entro il terzo mese successivo dal termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi presentata successivamente all’anno di riferimento.

Se, quindi, prendiamo a riferimento il periodo d’imposta 1 luglio 2015 – 30 giugno 2016, considerato che il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi è il 31 marzo 2017, il termine ultimo di conservazione sia dei documenti rilevanti IVA dell’anno solare 2016 che dei documenti del periodo d’imposta 1 luglio 2015 – 30 giugno 2016, sarà il 30 giugno 2017.

 

La risoluzione, infine, chiarisce che in caso di verifiche, controlli o ispezioni, ai sensi dell’articolo 5, comma 2 del decreto del 17.6.2014, “il documento informatico è reso leggibile e, a richiesta, disponibile su supporto cartaceo o informatico presso la 10 sede del contribuente ovvero presso il luogo di conservazione delle scritture dichiarato dal soggetto ai sensi dell’articolo 35, comma 2, lettera d) del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.”.

 

Scarica qui la Risoluzione 46/E