26 Gen Circolare 1/E/2018 – Nuova disciplina della detrazione IVA sulle fatture

Con la Circolare 1/E/2018 del 17.01.2018, l’Agenzia delle Entrate fornisce finalmente importanti chiarimenti in merito alla corretta detrazione IVA, dopo le modifiche introdotte dal DL 50/2017.

Secondo la circolare, per esercitare correttamente il diritto alla detrazione non basta verificare il momento di esigibilità dell’IVA, ma occorre anche essere in possesso della fattura.

Da qui emerge l’esigenza per tutti i contribuenti di verificare la coerenza dei propri sistemi rispetto alle nuove regole interpretative fornite dall’Agenzia delle Entrate, ossia avere sistemi di gestione in grado di tracciare il momento di ricezione della fattura, come ad esempio l’utilizzo della fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio, o l’utilizzo di un sistema EDI per la trasmissione elettronica dei dati, o lo scambio di fatture tramite PEC oppure l’utilizzo di una piattaforma informatica in cui le fatture vengono caricate e messe a disposizione.

Di seguito riportiamo l’articolo del Prof. Benedetto Santacroce, pubblicato sul portale www.benedettosantacroce.directio.it, che fornisce importanti delucidazioni sulla Circolare 1/E/2018, in particolare in merito alla corretta detrazione IVA.

 

Registrazione fatture ed esercizio della detrazione
23 gennaio 2018

Il coordinamento tra l’art. 19 (diritto a detrazione Iva) e 25 (registrazione delle fatture d’acquisto) fatto dalla Circolare 1/E/2018, riorientato alla normativa unionale rischia di mettere fuori gioco una prassi contabile di gestione delle liquidazioni periodiche.

In effetti, l’Agenzia, aderendo ai principi stabiliti dalla normativa comunitaria, così come declinati dalla Corte di Giustizia (sentenza 29 aprile 2004, C-152/02 – Terra Baubedarf-Handel GmbH), indica chiaramente che l’esercizio del diritto alla detrazione è subordinato alla contemporanea sussistenza di un duplice requisito:

  • il presupposto sostanziale dell’effettuazione dell’operazione;
  • il presupposto formale del possesso di una valida fattura d’acquisto.

 

Tale impostazione risulta operativamente innovativa, in considerazione anche del fatto che la prassi (e la stessa Agenzia) ha sempre ritenuto prevalente la disposizione di natura sostanziale recata dall’art. 19 del D.P.R. 633 del 1972, sul dato letterale dell’art. 25 del D.P.R. 633 del 1972, imponendo solo l’obbligo della registrazione prima della effettuazione della liquidazione periodica.

L’applicazione dei principi di derivazione unionale ha come diretta conseguenza, in sede di coordinamento delle norme interne (articoli 19, comma 1, e 25, primo comma, del D.P.R. n. 633 del 1972, come riformulati dal D.L. n. 50/2017), che il dies a quo da cui decorre il termine per l’esercizio della detrazione deve essere oggi individuato nel momento in cui si verifica la duplice condizione i) dell’avvenuta esigibilità dell’imposta e ii) del possesso di una valida fattura. In altri termini, l’imposta diventerà detraibile solo a seguito dell’avvenuta ricezione della fattura.

Pertanto, sul piano operativo, avendo acquistato beni nel 2017 si potrà esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta nel 2018 per le fatture ricevute a partire dal 1° gennaio 2018, ovvero nella dichiarazione annuale Iva relativa all’anno 2017 per le fatture ricevute entro il 31 dicembre 2017. È pertanto di tutta evidenza che la data di ricezione della fattura assurge a elemento sostanziale per determinare il periodo a partire dal quale l’imposta diventa detraibile.

Se è vero che tale impostazione parrebbe ridurre le problematiche gestionali (e finanziarie) legate cd. “fatture a cavallo d’anno”, dall’altro lato devono essere attentamente valutati gli impatti potenziali sulla determinazione delle liquidazioni periodiche che sembrano emergere da tale nuova interpretazione. Più in dettaglio, come dovrà essere gestita ad esempio una fattura relativa ad un’operazione effettuata nel mese di marzo 2018 (data fattura 31/3/2018) ricevuta il 5 di aprile 2018? Vale la pena ricordare che il D.P.R. 100 del 1998 prevede che si possa portare in detrazione l’IVA sulle fatture di cui si è in possesso nel giorno in cui si esegue la liquidazione (previa annotazione delle stesse nel registro degli acquisti).

È inoltre prassi operativa consolidata da parte delle imprese quella di proseguire le registrazioni contabili di un determinato mese (es. marzo 2018) per alcuni giorni del periodo successivo al fine di ricondurre le fatture ricevute nei primi giorni del mese successivo al corretto periodo di competenza (i.e. mese di effettuazione dell’operazione) e farle concorrere alla relativa liquidazione periodica. Ebbene, applicando le indicazioni fornite dalla circolare 1/2018, l’IVA relativa a tali fatture non può più essere detratta nel mese di effettuazione dell’operazione pur avendo ricevuto e registrato il documento entro il termine per la relativa liquidazione periodica, posticipando quindi l’esercizio del diritto al periodo successivo.

In tal senso si spiega il passaggio della Circolare in cui l’Agenzia ritiene non sanzionabili solo i comportamenti adottati dai contribuenti in sede di liquidazione IVA relativa al mese di dicembre 2017 difformi rispetto alle indicazioni fornite nel documento di prassi in parola. Il riferimento è, infatti, ai soggetti passivi che, avendo ricevuto entro il 16 gennaio 2018 fatture relative ad operazioni la cui imposta sia divenuta esigibile nel 2017, abbiano fatto concorrere l’imposta a credito, esposta nei predetti documenti contabili, alla liquidazione relativa al mese di dicembre 2017. Parrebbe potersi concludere pertanto che, già a partire dalla liquidazione relativa al mese di gennaio (16 febbraio 2018), sarà necessario adeguarsi alle nuove indicazioni per non incorrere in sanzioni.

 

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